domenica 17 febbraio 2008

Metonimia



Non me ne voglia Leo Ortolani se per necessità di sintesi ho copincollato l'ultima vignetta della terza tavola in fondo alla seconda.

mercoledì 6 febbraio 2008

Wembley!

domenica 3 febbraio 2008

martedì 25 dicembre 2007

venerdì 14 dicembre 2007

Parola di Paolo Di Canio

Da un'intervista pubblicata nel numero di dicembre di GQ inglese:

"Totti ha detto che non vorrebbe mai andare a cena con me. E credo che non sia una grande perdita, perché se gli dite che c'è tensione in Medioriente, lui pensa che sia scoppiata una rissa nella fascia destra del centrocampo".

Poi però aggiunge:
"Nel calcio inglese il doping si riduce all'abuso di birra, hot-dog e fagioli. Grazie ai quali i giocatori scendono in campo ruttando e scoreggiando".

Nella foto: Paolo Di Canio e Marc-Viven Foé il giorno della loro presentazione ufficiale col West Ham, il 27 gennaio 1999. Foé è morto di infarto durante una partita della nazionale camerunense il 26 giugno 2003.

domenica 2 dicembre 2007

I Supereroi di Toronto

Ci sono 249 supereroi nella città di Toronto. Nessuno di loro ha un’identità segreta. Pochissimi indossano un costume. Nella maggior parte dei casi i loro superpoteri non comportano alcun vantaggio materiale. Anfibio può vivere sia sulla terra che sott’acqua, ma onestamente: a che gli serve? Gli sarà mai utile per trovare lavoro? Al momento Anfibio fa il corriere per Speedy, un’agenzia di recapiti del centro.
Persino la Clessidra, unica tra i supereroi a viaggiare nel tempo, non crede che il suo su-perpotere sia niente di eccezionale. Ti fa no tare subito che tutti sono in grado di viaggiare nel tempo, e infatti procedono in modo costante e inesorabile verso il futuro: un vero superpotere sarebbe la capacità di non viaggiare affatto nel tempo, di arrestarsi nel presente.
Anche se non esistono supercattivi, nessun supereroe è disposto a crederci. Ognuno di loro è convinto che uno degli altri sia un supercattivo. La Perfezionista si scontra con Televendita. Businessman e il Sindacalista si considerano reciprocamente l’incarnazione del male. Anche Anfibio è ai ferri corti con l’I-namovibile.
A ogni festa, al padrone di casa tocca inevitabilmente ascoltare le lamentele di un qualche supereroe scandalizzato: “Non posso credere che tu abbia invitato quello lì”. Oppure capita che due supereroi si imbattano l’uno nell’altro cercando il bagno, e si blocchino guardandosi in cagnesco e strillando: “Tu sei il cattivo! Sei un mostro!”
Le feste migliori le dà la Coniglietta Antistress...
Andrew Kaufman, "Tutti i miei amici sono supereroi" (Meridiano Zero, 2006).

sabato 10 novembre 2007

Lookalike






sabato 29 settembre 2007

Punto.Zero

Inizia oggi la storia di un nuovo sito di cinema, Punto.Zero.
Ideato da Alessandro Stellino, Andrea Chirichelli e il sottoscritto, Punto.Zero vuol essere un luogo in cui il lettore può trovare recensioni veloci e puntuali, notizie interessanti e approfondite e informazioni sui dvd in uscita.
Se il nucleo redazionale è composto da sole tre persone, quello dei collaboratori è invece composto da una dozzina di persone appartenenti tutte alla generazione dei primi anni Settanta. Un sito giovane ma non privo di esperienza, che non vuole essere un sostituto di siti già esistenti quanto una nuova voce che li affianchi e parli di cose di cui gli altri non parlino.

Realizzato con la piattaforma di Wordpress, Punto.Zero offre ai lettori la possibilità di commentare direttamente gli articoli, come anche di ascoltare alcune delle canzoni più interessanti presenti nelle colonne sonore dei film in uscita e dare un’occhiata ai trailer di alcuni vecchi classici. Classici come "Punto Zero", il film diretto nel 1971 da Richard C. Serafian che ha regalato al mondo Kowalski, "l’ultimo eroe americano".

Inizia oggi la storia di Punto.Zero, ma noi ci crediamo molto, e siamo convinti durerà a lungo. Seguiteci.

domenica 9 settembre 2007

Vattene pure!

Era il titolo con cui Tuttosport salutava la cessione di Ian Rush dalla Juventus al Liverpool nell'agosto del 1988. E' giusto utilizzarlo nuovamente per salutare la fine del mandato di Marco Muller come Direttore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e far sapere al mondo che sarebbe molto meglio non ritrovarselo ancora seduto nella stessa poltrona l'anno prossimo.

E' vero che in quattro anni Muller ha corretto molti dei problemi organizzativi del biennio di De Hadeln, ma la qualità dei film presentati è sempre stata mediamente bassa, l'attenzione dei selezionatori nei confronti del cinema orientale è stata eccessiva e i palmares hanno dimostrato tutta l'influenza che il direttore ha imposto sul lavoro delle giurie, finendo per non premiare mai le pellicole migliori del concorso. E se può anche andare il Leone d'Oro a "Vera Drake" nel 2004 (pur in una competizione che vedeva anche "Mare dentro", "Il castello errante di Howl" e "Ferro 3"), gridano allo scandalo la vittoria di "Brokeback Mountain" su "Good Night and Good Luck.", di quella porcata di "Still Life" sul capolavoro "Nuovomondo" e ora del mediocre "Lussuria" su film come "Io non sono qui", "In the Valley of Elah" e "12" (e anche "La graine et le mulet", a quanto mi dicono).
Il fatto che un regista medio come Ang Lee porti a casa due Leoni d'Oro in tre anni e lo sconosciuto Zhang-ke vinca due premi in due anni la dice lunga su quanto sia stato stretto il giogo imposto da Muller alle giurie. Non è un caso che l'annuncio della vittoria di "Lussuria" sia stato accolto in sala stampa da una fragorosa salva di fischi. Così come lo è stato quello della Coppa Volpi a Brad Pitt, che fa il paio con quella di Ben Affleck dell'anno passato.
Venga chi vuole, a Venezia, e vada dove vuole, Muller, basta che l'anno prossimo stia lontano dal Lido.

E ora il mio personalissimo cartellino lidense, in ordine cronologico, anche se quest'anno ho visto appena 30 film in 12 giorni di Festival. Rispetto agli anni scorsi non c'è dubbio che io sia riuscito ad evitare le porcate più cupe, ma è anche vero che non mi porto a casa neanche un filmone che spezza il cuore.

"Per un pugno di dollari" di Sergio Leone - nc.
"Atonement - Espiazione" di Joe Wright - 6,5.
"Kantoku Bazai!" di Takeshi Kitano - 3.
"Se, jie - Lussuria" di Ang Lee - 6,5.
"Sleuth" di Kenneth Branagh - 6,5.
"Michael Clayton" di Tony Gilroy - 6-.
"Redacted" di Brian De Palma - 4.
"Nessuna qualità agli eroi" di Paolo Franchi - 2.
"In the Valley of Elah" di Paul Haggis - 7.
"Blade Runner: The Final Cut" di Rydley Scott - nc.
"It's a Free World" di Ken Loach - 6.
"Cassandra's Dream" di Woody Allen - 5.
"The Assassination if Jesse James" di Andrew Dominik - 5.
"Hotel Chevalier" (cm) di Wes Anderson - 7.
"The Darjeeling Limited" di Wes Anderson - 5,5.
"La zona" di Rodrigo Plà - 7.
"La ragazza del lago" di Andrea Molaioli - 5+.
"I'm Not There - Io non sono qui" di Todd Haynes - 7.
"Lou Reed's BERLIN" di Julian Schnabel - 6.
"Il dolce e l'amaro" di Andrea Porporati - 5.
"The Nines" di John August - 4,5.
"Nightmare Before Christmas 3-D" di Henry Selick - nc.
"Mad Detective" di Johnnie To - 5,5.
"Nightwatching" di Peter Greenaway - 7-.
"Man from Plains" di Jonathan Demme - 7.
"Putiferio va alla guerra" di Roberto Gavioli - nc.
"12" di Nikita Mikhalkov - 7.
"Heya fawda (Chaos)" di Youssef Chahine - 4.
"Non pensarci" di Gianni Zanasi - 7,5.
"Blood Brothers" di Alexi Tan - 4,5.

Le donne del Lido - 11.

lunedì 20 agosto 2007

Facchetti celo, Giubertoni Manca!

Sei stravaccato sul divano davanti al televisore in attesa del tuo programma preferito, "Oggi le comiche": nell'attesa guardi svogliatamente l'altro canale (se non te lo dovessi ricordare, sappi che allora c'erano soltanto "il primo" e "il secondo").
Mentre compare finalmente il trinagolino bianco che segnala l'inizio di un nuovo programma sull'altro canale, suonano alla porta. Ti alzi per cambiare (altro che telecomando!) e arriva la mamma: "E' Francesco. Vuole sapere se scendi a giocare."

E' il 1973, a quanto ci raccontava Domenico Di Giorgio verso la fine del XX secolo in un librettino da 2.000 lire che aveva lo stesso titolo di questo post.
L'Italia era sull'orlo della crisi economica che porterà all'austerity: tra breve le automobili circoleranno a targhe alterne per permettere di ridurre la nostra dipendenza dai paesi fornitori di petrolio, e il governo sarà costretto a una serie di misure impopolari per tentare di ripianare il bilancio. [...]
Ma cosa importa? Sei un bambino di 7 anni con un problema molto più grande: dopo mesi di duro lavoro e di estenuanti trattative ti mancano ormai solo quattro figurine per finire l'Album dei Calciatori 1972-73, e vuoi assolutamente trovarle!
1) il presidente del Torino, Orfeo Pianelli.
2) la squadra del Foggia.
3) uno degli 'altri titolari' della Ternana, Ermenegildo Valle.
4) il più raro di tutti, lo stopper dell'Inter Mario Giubertoni.
"Facchetti celo, Giubertoni Manca!" è un rapido libro-gioco che mette il lettore nei panni di un ragazzino che ha un solo pomeriggio per trovare quelle quattro mitiche figurine. In più, presenta le regole di diversi giochi che da ragazzini si facevano con le figurine, e che magari si possono fare ancora oggi senza vergogna, sempreché si riesca a ritrovare in solaio quell'enorme mazzo di doppie che si scambiava con gli amici...

Per chi, come me, non avesse mai avuto occasione di giocare con la versione cartacea del libro di Di Giorgio, quella elettronica si può scaricare nel sito di Librogame's Land.