venerdì 21 marzo 2008

Nel fango del dio pallone

Fu in quel periodo che cominciai a prendere confidenza con le partite combinate. Non c'era niente di strano: quando a tutte e due le squadre, per ragioni di classifica, conveniva il pareggio sicuro, cioè un punto, piuttosto che rischiare lo zero punti della sconfitta, ci si metteva d'accordo in varie maniere. O prima della partita, fra gli allenatori, oppure direttamente in campo, durante la partita, fra noi giocatori. In pratica imparai la prima delle cose che nel calcio si facevano - che tutte le squadre, più o meno spesso, facevano - ma che non si dovevano dire, che dovevano restare un segreto: i pareggi combinati.
A volte capitava qualche imprevisto, come successe durante l'incontro Padova-Genoa. Nello spogliatoio, poco prima di andare in campo, Ghezzi ci disse: "Ho parlato con Rosa [allenatore del Padova, n.d.r.] e ci siamo messi d'accordo per il pareggio. E' chiaro a tutti?". Ci andava bene: un punto sicuro in trasferta era il massimo che potevamo sperare, dato il momento difficile della squadra. Ma in campo mezzo Padova si impegnò per vincere, e ci riuscì: il loro allenatore, infatti, aveva informato dell'accordo-pareggio solo alcuni dei suoi giocatori, e tutti gli altri avevano giocato per la vittoria. Nel dopo-partita Ghezzi era fuori dai gangheri: voleva prendere Rosa a cazzotti, noi giocatori, per impedirglielo, fummo costretti a tenerlo chiuso nello spogliatoio finché non si calmò.
Carlo Petrini, "Nel fango del dio pallone" (Kaos Edizioni, 2000).

domenica 17 febbraio 2008

Metonimia



Non me ne voglia Leo Ortolani se per necessità di sintesi ho copincollato l'ultima vignetta della terza tavola in fondo alla seconda.

mercoledì 6 febbraio 2008

Wembley!

domenica 3 febbraio 2008

martedì 25 dicembre 2007

venerdì 14 dicembre 2007

Parola di Paolo Di Canio

Da un'intervista pubblicata nel numero di dicembre di GQ inglese:

"Totti ha detto che non vorrebbe mai andare a cena con me. E credo che non sia una grande perdita, perché se gli dite che c'è tensione in Medioriente, lui pensa che sia scoppiata una rissa nella fascia destra del centrocampo".

Poi però aggiunge:
"Nel calcio inglese il doping si riduce all'abuso di birra, hot-dog e fagioli. Grazie ai quali i giocatori scendono in campo ruttando e scoreggiando".

Nella foto: Paolo Di Canio e Marc-Viven Foé il giorno della loro presentazione ufficiale col West Ham, il 27 gennaio 1999. Foé è morto di infarto durante una partita della nazionale camerunense il 26 giugno 2003.

domenica 2 dicembre 2007

I Supereroi di Toronto

Ci sono 249 supereroi nella città di Toronto. Nessuno di loro ha un’identità segreta. Pochissimi indossano un costume. Nella maggior parte dei casi i loro superpoteri non comportano alcun vantaggio materiale. Anfibio può vivere sia sulla terra che sott’acqua, ma onestamente: a che gli serve? Gli sarà mai utile per trovare lavoro? Al momento Anfibio fa il corriere per Speedy, un’agenzia di recapiti del centro.
Persino la Clessidra, unica tra i supereroi a viaggiare nel tempo, non crede che il suo su-perpotere sia niente di eccezionale. Ti fa no tare subito che tutti sono in grado di viaggiare nel tempo, e infatti procedono in modo costante e inesorabile verso il futuro: un vero superpotere sarebbe la capacità di non viaggiare affatto nel tempo, di arrestarsi nel presente.
Anche se non esistono supercattivi, nessun supereroe è disposto a crederci. Ognuno di loro è convinto che uno degli altri sia un supercattivo. La Perfezionista si scontra con Televendita. Businessman e il Sindacalista si considerano reciprocamente l’incarnazione del male. Anche Anfibio è ai ferri corti con l’I-namovibile.
A ogni festa, al padrone di casa tocca inevitabilmente ascoltare le lamentele di un qualche supereroe scandalizzato: “Non posso credere che tu abbia invitato quello lì”. Oppure capita che due supereroi si imbattano l’uno nell’altro cercando il bagno, e si blocchino guardandosi in cagnesco e strillando: “Tu sei il cattivo! Sei un mostro!”
Le feste migliori le dà la Coniglietta Antistress...
Andrew Kaufman, "Tutti i miei amici sono supereroi" (Meridiano Zero, 2006).

sabato 10 novembre 2007

Lookalike






sabato 29 settembre 2007

Punto.Zero

Inizia oggi la storia di un nuovo sito di cinema, Punto.Zero.
Ideato da Alessandro Stellino, Andrea Chirichelli e il sottoscritto, Punto.Zero vuol essere un luogo in cui il lettore può trovare recensioni veloci e puntuali, notizie interessanti e approfondite e informazioni sui dvd in uscita.
Se il nucleo redazionale è composto da sole tre persone, quello dei collaboratori è invece composto da una dozzina di persone appartenenti tutte alla generazione dei primi anni Settanta. Un sito giovane ma non privo di esperienza, che non vuole essere un sostituto di siti già esistenti quanto una nuova voce che li affianchi e parli di cose di cui gli altri non parlino.

Realizzato con la piattaforma di Wordpress, Punto.Zero offre ai lettori la possibilità di commentare direttamente gli articoli, come anche di ascoltare alcune delle canzoni più interessanti presenti nelle colonne sonore dei film in uscita e dare un’occhiata ai trailer di alcuni vecchi classici. Classici come "Punto Zero", il film diretto nel 1971 da Richard C. Serafian che ha regalato al mondo Kowalski, "l’ultimo eroe americano".

Inizia oggi la storia di Punto.Zero, ma noi ci crediamo molto, e siamo convinti durerà a lungo. Seguiteci.

domenica 9 settembre 2007

Vattene pure!

Era il titolo con cui Tuttosport salutava la cessione di Ian Rush dalla Juventus al Liverpool nell'agosto del 1988. E' giusto utilizzarlo nuovamente per salutare la fine del mandato di Marco Muller come Direttore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e far sapere al mondo che sarebbe molto meglio non ritrovarselo ancora seduto nella stessa poltrona l'anno prossimo.

E' vero che in quattro anni Muller ha corretto molti dei problemi organizzativi del biennio di De Hadeln, ma la qualità dei film presentati è sempre stata mediamente bassa, l'attenzione dei selezionatori nei confronti del cinema orientale è stata eccessiva e i palmares hanno dimostrato tutta l'influenza che il direttore ha imposto sul lavoro delle giurie, finendo per non premiare mai le pellicole migliori del concorso. E se può anche andare il Leone d'Oro a "Vera Drake" nel 2004 (pur in una competizione che vedeva anche "Mare dentro", "Il castello errante di Howl" e "Ferro 3"), gridano allo scandalo la vittoria di "Brokeback Mountain" su "Good Night and Good Luck.", di quella porcata di "Still Life" sul capolavoro "Nuovomondo" e ora del mediocre "Lussuria" su film come "Io non sono qui", "In the Valley of Elah" e "12" (e anche "La graine et le mulet", a quanto mi dicono).
Il fatto che un regista medio come Ang Lee porti a casa due Leoni d'Oro in tre anni e lo sconosciuto Zhang-ke vinca due premi in due anni la dice lunga su quanto sia stato stretto il giogo imposto da Muller alle giurie. Non è un caso che l'annuncio della vittoria di "Lussuria" sia stato accolto in sala stampa da una fragorosa salva di fischi. Così come lo è stato quello della Coppa Volpi a Brad Pitt, che fa il paio con quella di Ben Affleck dell'anno passato.
Venga chi vuole, a Venezia, e vada dove vuole, Muller, basta che l'anno prossimo stia lontano dal Lido.

E ora il mio personalissimo cartellino lidense, in ordine cronologico, anche se quest'anno ho visto appena 30 film in 12 giorni di Festival. Rispetto agli anni scorsi non c'è dubbio che io sia riuscito ad evitare le porcate più cupe, ma è anche vero che non mi porto a casa neanche un filmone che spezza il cuore.

"Per un pugno di dollari" di Sergio Leone - nc.
"Atonement - Espiazione" di Joe Wright - 6,5.
"Kantoku Bazai!" di Takeshi Kitano - 3.
"Se, jie - Lussuria" di Ang Lee - 6,5.
"Sleuth" di Kenneth Branagh - 6,5.
"Michael Clayton" di Tony Gilroy - 6-.
"Redacted" di Brian De Palma - 4.
"Nessuna qualità agli eroi" di Paolo Franchi - 2.
"In the Valley of Elah" di Paul Haggis - 7.
"Blade Runner: The Final Cut" di Rydley Scott - nc.
"It's a Free World" di Ken Loach - 6.
"Cassandra's Dream" di Woody Allen - 5.
"The Assassination if Jesse James" di Andrew Dominik - 5.
"Hotel Chevalier" (cm) di Wes Anderson - 7.
"The Darjeeling Limited" di Wes Anderson - 5,5.
"La zona" di Rodrigo Plà - 7.
"La ragazza del lago" di Andrea Molaioli - 5+.
"I'm Not There - Io non sono qui" di Todd Haynes - 7.
"Lou Reed's BERLIN" di Julian Schnabel - 6.
"Il dolce e l'amaro" di Andrea Porporati - 5.
"The Nines" di John August - 4,5.
"Nightmare Before Christmas 3-D" di Henry Selick - nc.
"Mad Detective" di Johnnie To - 5,5.
"Nightwatching" di Peter Greenaway - 7-.
"Man from Plains" di Jonathan Demme - 7.
"Putiferio va alla guerra" di Roberto Gavioli - nc.
"12" di Nikita Mikhalkov - 7.
"Heya fawda (Chaos)" di Youssef Chahine - 4.
"Non pensarci" di Gianni Zanasi - 7,5.
"Blood Brothers" di Alexi Tan - 4,5.

Le donne del Lido - 11.